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Intervista al Presidente della F.T.D. Luglio 2001

Nel numero precedente di "Libertà di Essere" abbiamo iniziato la pubblicazione delle linee guida della attività diabetologica e il percorso assistenziale per il paziente diabetico relative alla delibera della Giunta Regionale Toscana n 662 del 20/06/2000.
In questo numero viene completata la pubblicazione. L'argomento è veramente importante perché le novità che sono state introdotte modificheranno profondamente i rapporti tra pazienti con diabete e struttura sanitaria. Per saperne di più abbiamo intervistato il Sig. Roberto Cocci, Presidente della Federazione Regionale Associazioni Toscane Diabetici, che ha partecipato ai lavori che hanno preceduto la delibera stessa.


Sig. Cocci, le nuove linee guida hanno creato interesse e qualche perplessità tra i nostri soci. Vuole illustrare le motivazioni e le finalità delle "linee guida"?
Risposta:…Le motivazioni principali "OBBIETTIVI" sono:
1. Elaborazione di percorsi assistenziali uniformi sul territorio;
2. Miglioramento dei servizi di diabetologia, che devono essere giudicati in base alla qualità dei servizi prestati e non ai numeri dei pazienti (magari visti solo per un controlli glicemici)
3. Riduzione dei tempi di attesa per prestazioni specialistiche
4. Definizione dei ruoli dei vari attori del percorso assistenziale, previsti dal Piano Sanitario Regionale.


In particolare i nostri soci vorrebbero sapere quali vantaggi porterà, per loro, l'applicazione delle linee guida.

Risposta:…Ipotizzando che gli obbiettivi che hanno indotto ad elaborare il "percorso assistenziale per il paziente con diabete" siano raggiunti, credo siano evidenti, quelli sopra riportati, ed in modo particolare, la "qualità dei servizi", la riduzione dei tempi di attesa per esami specialistici, la diffusione ai vari livelli dell'educazione al paziente …


La grande novità delle linee guida è l'aver riportato la gestione della malattia diabetica nell'ambito del medico di medicina generale. Crede che questo sia sempre e comunque un vantaggio per i paziente con diabete? Quali sono state le motivazioni di questa scelta?
Risposta:…sempre e comunque non dipendono solo dalle leggi, ma anche e soprattutto dalle persone e dalle singole e personali interpretazioni.
Personalmente sono convinto che sia la cosa più giusta anche in considerazione che il diabete è una malattia multidisciplinare e che il paziente con diabete non ha solo il diabete ma può avere anche l'influenza, la bronchite, la polmonite, il morbillo ect.
Il primo diretto responsabile della salute del paziente é certamente il suo medico "di famiglia".
Il Medico di Medicina Generale conosce sicuramente meglio del diabetologo l'ambiente familiare, scolastico, lavorativo "il vissuto" del proprio paziente e non è da oggi che sappiamo quanto questi fattori influiscono sulla patologia. La motivazione principale è sicuramente dettata dal Piano sanitario nazionale al quale tutte le regioni devono essere allineate. Del resto non vedo quale altra assistenza possa ritenersi più efficiente di un'integrazione (del resto ben definita nella 662), se effettivamente applicata, tra i MM.MM.GG ed i Servizi di Diabetologia


Nella realtà c'è grande diversità di comportamento tra i vari medici di base, come i nostri soci verificano continuamente. Quali iniziative verranno prese ai vari livelli per garantire che le linee guida siano conosciute e applicate in modo corretto?
Nelle linee guida viene ipotizzato uno stretto contatto tra centro diabetologici e medico di base. Se nella realtà il coordinamento non risulta quello previsto dalla delibera regionale, quali sono le azioni che possono essere intraprese?

Risposta:…Sicuramente prima dell'emanazione della delibera regionale 662 del 20 luglio 2000 i comportamenti erano molto diversi, man mano che la delibera viene applicata in modo corretto sicuramente i comportamenti saranno quantomeno simili e, quando sarà uniformemente applicata, i comportamenti "scorretti" dovrebbero essere delle rare eccezioni.
La Regione Toscana ha già richiesto con Prot. 105/14730/060109 che rimetto in allegato, lo stato di applicazione alle singole Aziende Sanitarie Locali, le quali dovrebbero aver acquisito le risposte dai vari "attori" coinvolti, fra questi le Associazioni di volontariato locali.
Le Associazioni che non sono interpellate dall'Azienda cui afferiscono, possono chiederne spiegazioni inviando una lettera indirizzata sia al D.G. sia a tutte le altre componenti indicate sul protocollo sia alla Federazione che alla Dirigente Dr.ssa Laura Tramonti.
La Federazione si attiverà nell'ambito del C.F. al fine di denunciare comportamenti scorretti e/o inadeguati.
Nota: Come ho più volte ripetuto le segnalazioni e/o denuncie devono pervenire debitamente scritte con il massimo delle indicazioni del caso e firmate, perché la F.T.D. non può assolutamente intraprendere nessuna azione su sole segnalazioni verbali.

Nelle linee guida vengono descritti in modo molto dettagliato gli esami periodici del paziente con diabete. Nella realtà i nostri soci come si devono comportare qualora notino delle incongruenze tra la loro esperienza personale e le direttive regionali?
Risposta:…Cosi come nella precedente domanda i soci si devono per prima cosa rivolgere alla propria associazione che su segnalazione scritta, si attiverà direttamente verso gli organi competenti locali, e se necessario verso gli organi regionali come specificato nella precedente risposta.
Di ogni incongruenza rispetto a quanto definito, vuoi nella deliberazione 20 giugno 2000, n.662 ed integrazioni successive, vuoi nella L.R. 14/1999 o nella L.N. 115/87, deve esserne data comunicazione alla Federazione che, esaminato il problema interverrà nel modo ritenuto più appropriato. Lo stesso dovrebbe essere fatto per ogni segnalazione di disservizio anche se effettuato solo a livello locale, perché la Federazione può sempre dare un appoggio sicuramente significativo e certamente qualificato, per aiutare a risolvere i vari problemi anche a livello locale.

 

 

 

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