|
Innanzitutto vorrei ringraziare gli organizzatori
di questa giornata per l'invito rivoltomi in qualità
di Presidente della F.T.D. "Federazione Regionale Associazioni
Toscane diabetici" della quale nell'ultima assemblea è
entrato a far parte ufficiale in qualità di membro del
Consiglio Federale l'amico Paolo Magrini.
In ogni statuto delle associazioni dei pazienti, tra gli scopi
principali é prevista la tutela dei pazienti, nei confronti
delle istituzioni.
Tutela che deve essere attivata a vari livelli:
· Localmente da parte delle singole associazioni che
devono confrontarsi sia con le AA.SS.LL. di riferimento che
con le istituzioni, comunali, provinciali, sociali.
· A livello regionale dove la nostra federazione da anni
é riconosciuta quale rappresentante ufficiale sia dall'assessorato
al Diritto alla Salute, che dalla IV commissione consiliare
preposta alla Legislazione nel campo della sanità.
· A livello nazionale, appoggiandosi ad associazioni
Nazionali (FAND, FDG, CAD, AGD Italia)
Per entrare nel merito del tema, l'esperienza accumulata in
anni di dedizione al volontariato sia a livello locale che a
livello regionale e nazionale, mi ha insegnato che i tre livelli
prima menzionati sono tutti indispensabili, e ciascuno deve
intervenire a secondo delle proprie competenze.
Spero non ci siano dubbi che per intervenire con le istituzioni
a livello regionale, sia praticamente impossibile alle singole
associazioni intervenire direttamente in quanto non possiamo
pensare che le istituzioni qualora siano chiamate ad interpellare
dei rappresentanti di categorie di pazienti possano fare un
indagine capillare tra tutte le associazioni esistenti, pensate
ai tempi che sarebbero necessari per definire il percorso e
decidere chi, come e quanto ascoltare.
In questo periodo si stanno rivedendo le leggi regionali che
definiscono la organizzazione del S.S.R. adeguandolo a quello
nazionale. E devo riconoscere che la Regione Toscana è
sicuramente una delle più attive ed all'avanguardia nel
settore sanitario, di ciò ne abbiamo avuto la certezza
ascoltando l'On. Rosy Bindi sia nella sua presentazione effettuata
il 24 settembre scorso proprio a SanGiovanni Valdarno, e successivamente
ribadita nell'ultimo incontro del 16 novembre a Firenze con
le Associazioni "non profit".
Premesso ciò, penso sia utile fare un pò di storia
di quanto, grazie anche all'intervento della nostra federazione
e di tutte le associazioni aderenti, é stato fatto.
Come federazione abbiamo chiesto ed ottenuto l'inserimento nell'attuale
Commissione per le Attività diabetologiche ben 3 rappresentanti
delle Associazioni a noi affiliate. Da sempre siamo stati riconosciuti
come unici rappresentanti delle Associazioni dei pazienti.
· Standard assistenziali per il diabete
· Formazione permanente dei medici di medicina generale
· formazione mirata per pediatri di famiglia in campo
diabetologico.
documenti che sono stati raggruppati nel "Progetto obbiettivo
Diabete" approvato l'8 maggio 1996 alla presenza dell'attuale
Assessore al diritto alla salute Dr.Claudio Martini che aveva
appositamente riunito in via straordinaria la suddetta commissione
che era stata di fatto soppressa dal precedente assessore.
Abbiamo avuto numerosi incontri sia con l'Assessore al Diritto
alla Salute che con il presidente della IV commissione consiliare,
incontri che hanno portato alla definizione delle ultime due
delibere regionali:
· la 965 del 29 luglio 1996 nella quale vengono stabiliti:
* le organizzazioni dei servizi diabetologici
* i presidi sanitari
* le prestazioni specialistiche e diagnostiche.
· la 1481 del 11 novembre 1996 che riconosce i servizi
di diabetologia delle AA.SS.LL. come sezioni autonome e non
più sezioni aggregate alla medicina.
Attualmente la nuova Legge regionale per il diabete la n.14/99
che ha di fatto sostituito la vecchia 49/89 mai perfettamente
applicata.
Legge che di fatto indica le linee guida generali, confermando
tutti i punti previsti dalla 49/89, collegandola ad una apposita
"Azione Programmata" per la cura del paziente diabetico,
che é di fatto molto più elastica di una legge
in quanto può essere aggiornata al variare della situazione
e delle nuove scoperte, e questo nel caso del diabete ci sembra
molto importante.
Nell'azione programmata, non saranno fissate cose specifiche
quali Sezioni aggregate, UU.OO., livello dei dirigenti, ect.
in quanto esse devono essere risolte dalle singole aziende in
base al numero dei pazienti da seguire ed alla gravità
delle complicanze correlate, modalità che devono essere
più omogenee possibile in tutta la toscana.
Le associazioni in primo luogo saranno le garanti del buon funzionamento
e della qualità dei servizi, evitando comportamenti altamente
scorretti quale l'ultimo tentativo della A. USL n.12 della Versilia,
finito in misero modo per gli ideatori, che hanno di fatto speso
circa 60 milioni (costo di un'asta europea) oltre all'impiego
di personale per lo svolgimento sia del programma di gara che
per la valutazione della stessa con tempi e costi gettati al
vento per la loro irresponsabilità dando esempio di "pessima
malasanità amministrativa" ed i cui costi andranno
sicuramente a scapito dei servizi.
Credo che siate a conoscenza che tale risultato é stato
di fatto ottenuto grazie all'intervento della nostra federazione
che nell'occasione aveva dato importanti consigli per risparmiare,
senza niente togliere ad una importantissima arma "l'Autocontrollo"
ancor oggi riconosciuta la prima e più efficace terapia
contro le invalidità causate da complicanze del diabete
mal controllato.
L'Onorevole Edoardo Bruno ha personalmente confermato l'indirizzo
del nuovo piano sanitario nazionale 1998/2000 che in ottemperanza
a quanto approvato relativamente alla "Finanziaria 1998"
prevede di fatto l'estensione degli esami "esenti ticket"
anche per la prevenzione delle complicanze, dei quali stanno
già elaborando un elenco dettagliato che dovrebbe allinearsi
alla richiesta fatta in comune accordo dalla AGD Italia e dalla
FAND che rimetto in allegato.
Quindi le cose stanno veramente migliorando per i diabetici
in quanto l'assistenza prossima non sarà solo farmacologica
e ristretta alla patologia, ma bensì sanitaria nel suo
complesso grazie al decreto attuativo art.5 della recente finanziaria.
A livello nazionale in questi giorni si stanno definendo i criteri,
e verrà fatto il regolamento attuativo dando quegli strumenti
operativi ai quali ogni regione si dovrà attenere, assistenza
completamente gratuita esente anche dalla quota fissa sulla
ricetta.
Un altra questione da tempo in discussione é il rilascio
o rinnovo della patente di guida, per il quale il governo ha
già pronto un Ordine del giorno approvato all'unanimità
che é in attesa di arrivare, in fase di revisione del
codice stradale attualmente già iniziata, all'articolo
in questione, detto O.d.G. é stato fatto sulla base di
un documento elaborato proprio nella nostra regione (a Prato)
con la partecipazione su invito della FAND nazionale di membri
del consiglio federate della nostra federazione, e portato avanti
da parlamentari regionali quali E.Bruno e R.Innocenti
La nostra federazione, prima dell'emanazione di ogni Legge,
nuova o revisionata e dell'attivazione di ogni azione programmatica
sul tema diabete sarà "giustamente" chiamata
ad esprimere il proprio parere, parere che fino ad oggi é
sempre stato tenuto in debito conto.
La Federazione è indispensabile soprattutto al fine di
coordinare le attività di controllo e verifica della
qualità dei servizi offerti. Le informazioni che dalle
singole associazioni pervengono alla Federazione sono rimandate
alle altre associazioni, in modo che le singole esperienze locali
siano fonte di sapere e servano da basi per attivare servizi
qualitativamente efficaci.
A tutt'oggi i rapporti con gli enti regionali sono sempre stati
di una corretta collaborazione, indirizzata soprattutto ad ottenere
servizi qualificati ed efficienti, uniformemente distribuiti
sul territorio, che siano presi ad esempio di "buona sanità"
e che garantiscano una buona qualità di vita per pazienti
"cronici" che, anche senza i problemi creati soprattutto
dalla non conoscenza della patologia, hanno già il loro
da fare per raggiungere una accettazione attiva della malattia,
unica garanzia di una vita normale a tutti i livelli, scuola,
sport, lavoro, vita sociale.
Un accenno sulla situazione regionale (Legge e Piano Sanitario)
alla elaborazione dei quali, la F.T.D. ha partecipato attivamente.
Che prevedono degli obbiettivi veramente ottimi, elaborati con
la collaborazione di tutte le componenti che riguardano il diabete,
dai MMG ai Medici dei Servizi di Diabetologia, ai Centri di
Riferimento, alle Associazioni di Volontariato che credo possono
essere orgogliose di vedere riportato nel piano sanitario regionale
una competenza richiesta espressamente dalla nostra federazione
"Partecipano in collaborazione con i Servizi di Diabetologia
all'educazione dell'autocontrollo ed autogestione giornaliera
del paziente diabetico ed alla divulgazione della corretta conoscenza
della patologia a livello sociale".
La Federazione per aver un miglior impatto con le istituzioni
e per poter svolgere meglio e più diffusamente le proprie
attività, ha istituito un Comitato scientifico che collabora
con il Consiglio Federale, comitato scientifico di cui fanno
parte medici proposti dalle singole associazioni, che almeno
una volta l'anno si riuniscono per la programmazione di Corsi
educativi da svolgere nell'ambito delle singole associazioni,
e per l'organizzazione di incontri e convegni a livello regionale.
Tra i corsi elaborati dalla federazione in collaborazione con
il Comitato scientifico e già attivati in alcune associazioni
affilate ricordiamo: "Il diabetico Guida" "Il
diabete e la scuola", "Gruppi d'incontro" tra
i quali stanno avendo un notevole successo sia quelli per Giovani
diabetici che quelli per Genitori di bambini diabetici".
Le Associazioni non sono un'alternativa allo Stato ed al privato,
esse sono spesso la coscienza del paese, un laboratorio di innovazione,
una voce di protesta, uno stimolo al cambiamento, al miglioramento
dei servizi esistenti. Le associazioni educando i pazienti diabetici
all'autocontrollo, migliorano i rapporti Medico paziente, e
riducono automaticamente l'afflusso dei pazienti ai servizi,
che possono dedicare maggior tempo alla qualità dei servizi
più che alla quantità.
Un problema importante é quello del
Coordinamento delle Associazioni fra di loro, l'unione fa la
forza, fin dai tempi dei tempi é sempre stato cosi.
La FTD per aver un miglior impatto con le
istituzioni e per svolgere meglio e più diffusamente
le proprie attività, ha istituito un Comitato scientifico
che collabora con il Consiglio Federale, per la programmazione
di Corsi educativi da svolgere nell'ambito delle singole associazioni,
e per l'organizzazione di incontri e convegni
Tra i corsi già definiti e già attivati da alcune
associazioni vorrei ricordare:
"Il diabetico guida" "I gruppi
d'incontro" "Il diabete e la scuola"
Copia dei quali rilascerò all'associazione
della Valtiberina, con la speranza che possa quanto prima metterli
in pratica, per ogni informazione al riguardo sono sempre a
disposizione.
La presenza istituzionale delle associazioni
può contribuire alla comprensione più attenta
dei problemi che si pongono per i diabetici nel dialogo con
gli enti, e con tutta la società, scuola, lavoro, attività
sportive, patente ect,
E' pertanto con questo spirito di collaborazione
che rivolgo un'invito alle Associazioni già esistenti
ad affiliarsi alla F.T.D. ed a quelle che ancora non si sono
costituite a farlo al più presto. Perché associarsi?
Ø per il bisogno di conoscere meglio
attraverso gli altri la propria malattia e ricerca di "compagnia"
e di aiuto reciproco.
Ø per desiderio di spronare la ricerca medica verso la
meta ideale, sintetizzata nel motto dell'americana Juvenile
Diabetes Foundation: "E' ora di guarire il diabete".
Ø ma soprattutto per necessità di esercitare più
forza nei confronti delle autorità sanitarie, per far
valere i propri diritti.
Nell'attesa di un mondo migliore, in cui
i malati non abbiano bisogno di associarsi, non resta dunque
che rimboccarci le maniche insieme, sanitari, pazienti e associazioni,
ed operare uniti per un'assistenza più umana.
Il Presidente F.T.D.
Roberto Cocci
|